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Venerdì, 23/04/2021
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Riserva Naturale dello Zingaro

riserva dello zingaro

La Riserva dello Zingaro si estende per circa 1.650 ettari nella parte occidentale del Golfo di Castellammare, coprendo la penisola di San Vito lo Capo che si affaccia sul Tirreno, tra Castellammare del Golfo e Trapani. Il territorio ricade per gran parte nel comune di San Vito lo Capo e in misura minore nel comune di Castellammare. La sua fascia litoranea, lunga circa 7 chilometri, è formata da una costa rocciosa di calcari del Mesozoico, intercalata da numerose calette e caratterizzata da strapiombanti falesie che da un'altezza massima di 913 mt. (Monte Speziale) portano rapidamente al mare. Il paesaggio presenta forme aspre e accidentate ed appare come il risultato dell'intrecciarsi dell'attività umana, l'agricoltura, e dell'evoluzione della natura. Lo Zingaro incanta per la sua bellezza selvaggia, per i colori intensi in ogni stagione, per le bianche calette incastonate in un mare turchese, le onnipresenti palme nane, la rigogliosa macchia mediterranea, i tenaci olivastri e i maestosi carrubi attraverso i quali si intravedono le forme armoniose delle case contadine. La riserva terrestre è strettamente legata al mare, che non è soltanto il confine geografico ma lo sfondo costante del paesaggio e il complemento indispensabile degli aspetti naturalistici. Il profilo litoraneo è un'alternanza di alte pareti di roccia che sprofondano nel blu e di insenature degradanti dolcemente verso il mare. Le calette, tutte ciottolose, viste dal mare hanno l'aspetto di nicchie più chiare incavate sul fianco delle muraglie dolomitiche. Il paesaggio subacqueo è un continuo susseguirsi di colori e forme. Si comincia dalla sponda dove l'impatto del mare si fa tumultuoso e si adorna del Lithophyllum tortuosum, un'alga rossa intricatissima e sfrangiata. A livello di marea l'alga Cystoseira stricta testimonia il grado di purezza delle acque. Al di sotto del primo metro appaiono Cistoseire dall'aspetto più delicato che si mescolano ad altre alghe brune. Dove il blu è uniforme si fanno più frequenti gli animali dall'aspetto floreale: anemoni, rose di mare, madrepore. Sotto queste fioriscono le Astroides calycularis (polpi di madrepora) che accendono le pareti di colori dall'arancio al rosso fuoco. Spugne dai toni gialli, violetti e rossi rivestono antri e cunicoli. A profondità ragguardevoli si incontra il corallo rosso. La fauna ittica è rappresentata soprattutto da labridi e blennidi dalle livree coloratissime. Una rarità è la presenza del Troittor a vermeti, un mollusco gasteropode dalla conchiglia a forma di tubo lunga 1-2cm., di natura calcarea fortemente gregaria, tanto da fondersi in masse uniche di calcare. Grazie a questo processo si formano le caratteristiche piattaforme che orlano la costa. Numerosi e interessanti sono i cunicoli e le grotte sommerse. Fra le più conosciute, la Grotta del Colombaccio, in prossimità del limite di levante, con ingresso situato a due metri di profondità, che si allarga in una camera ampia 30 metri, la Grotta della Corvina e quella della Craperia.

Decisivo per la vegetazione terrestre è il clima generale, con una temperatura media annua di 19°C e una piovosità di 645 mm. Anche quando non piove spesso ristagnano sui monti benefici banchi di nebbia provenienti dal mare, che sostengono i microclimi umidi locali. Oltre a specie comuni dell'area mediterranea la Riserva vanta elementi di particolare interesse. Le rupi litoranee, sublitoranee e delle alture interne ospitano varietà in gran parte endemiche come il Limonio, il Perpetuino, il Garofanino, il Fiordaliso di Sicilia, la Finocchiella e il Cavolo selvaggio. Maggiore diffusione ha la gariga a palma nana, in alcuni tratti molto densa e prossima alla macchia. L'ambiente semi-naturale, risultato di una millenaria azione dell'uomo pastore, agricoltore e artigiano, ospita specie come l'Orchide di Branciforti, il Giaggiolo, il Ranuncolo e l'Issopo. Per larghi tratti, il paesaggio è dominato da praterie e da ambienti umidi in cui proliferano giunchi e carici, che assolvono un ruolo importantissimo anche nei confronti della fauna stanziale. Attorno alle pendici settentrionali di Passo del Lupo si può osservare una splendida parete rivestita da un'edera plurisecolare, ma anche piccoli boschi di leccio e, al limite ovest della Riserva, frammenti di sugherete, testimonianze di una formazione forestale a sughera un tempo molto più estesa nella Sicilia Occidentale. Gli ambienti rocciosi, la macchia arbustiva e le gariga che caratterizzano il territorio sono l'habitat ideale per specie a rischio di estinzione. Vanto della Riserva è l'aquila del Bonelli, che si riproduce regolarmente deponendo uno o due uova. Ma sono presenti anche il velocissimo falco pellegrino, la coturnice di Sicilia, la poiana, il gheppio, il barbagianni, l'allocco e la civetta. Un'escursione nella Riserva permette di osservare anche le evoluzioni dei gabbiani a pelo d'acqua, l'azzurro della cinciallegra tra gli arbusti, la graziosa cresta dell'upupa, oppure di ascoltare il canto del piccolissimo scricciolo, dello zigolo e dell'usignolo di fiume. Incontri più ravvicinasti sono quelli con il coniglio, la donnola, il riccio, la volpe e l'istrice. Nelle zone umide vive il discoglosso dipinto, anfibio simile alla rana, assente nel resto d'Italia. Vanno segnalate anche ben otto specie di pipistrelli e alcuni roditori tra cui il topo quercino e l'arvicola del savi.

Per accedere alla Riserva dello Zingaro da sud, dalla A29 Palermo-Mazara del Vallo, scegliere l'uscita per Castellammare del Golfo e proseguire sulla Statale 187 in direzione Trapani. Imboccare, dopo circa 4 Km, lo svincolo per Scopello che conduce fino alla costa. Giunti alla località Guidaloca, si prosegue sino a raggiungere e superare la Tonnara di Scopello e i suoi magnifici faraglioni. Dopo pochi chilometri si incontra la galleria che segna l'ingresso sud della Riserva. Lasciata l'automobile nell'apposito parcheggio, si prosegue a piedi a partire da Cala di Mazzo di Sciacca, attraverso i sentieri della Riserva. Chi arriva da Nord, invece, può seguire la Statale 187 fino al bivio per San Vito Lo Capo e da qui, facendo il periplo della penisola, arrivare al parcheggio della Riserva, ubicato a circa 500 metri dalla Tonnarella dell'Uzzo.

Fonte: Riserva Naturale dello Zingaro

 

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