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Venerdì, 23/04/2021
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Area Marina Protetta di Punta Campanella

punta campanella

 

L’istituzione dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, il promontorio proteso verso l'isola di Capri, è avvenuta nel 1997, allo scopo di preservare uno dei tratti costieri più belli e rigogliosi d'Italia, sia per l’ambiente terrestre che per quello subacqueo. I circa 40 Km di coste della Penisola Sorrentina sono caratterizzati da un susseguirsi di verdi promontori e insenature accoglienti, fra cui la celebre Baia di Ieranto, che offre allo spettatore un paesaggio unico nella sua bellezza. Nell'ambito di questo ricco patrimonio ambientale, priorità assoluta è riconosciuta alla conservazione dell’ambiente marino, valore che non può essere subordinato a nessun altro interesse. Ma a rendere unico il paesaggio di Punta Campanella contribuiscono anche siti di notevole interesse storico e archeologico come torri costiere, santuari e antiche ville romane, perfettamente inseriti in un contesto naturalistico omogeneo, punteggiato da insediamenti turistici che offrono servizi di elevata qualità. Sant'Agnello, Piano di Sorrento, Massa Lubrense, Positano, Sorrento, Vico Equense: questi i sei comuni della Penisola Sorrentina coinvolti nell'area marina protetta. Una penisola soggetta, in passato, a intensi fenomeni carsici che hanno prodotto un numero considerevole di cavità emerse, divenute subacquee a seguito di movimenti tettonici e dell'innalzamento del livello del mare. Tra le più spettacolari, la Grotta della Cala di Mitigliano nella quale, a poca profondità, si può esplorare il suggestivo mondo delle grotte oscure sottomarine. La elevata biodiversità di quest'area è oggetto di studi scientifici da parte di studiosi di nazionalità diverse. Le ragioni della straordinaria varietà di flora e fauna risiedono nell'esistenza di particolari microclimi. Habitat favoriti da un assetto geomorfologico accidentato, dove versanti aridi e assolati si alternano a profondi valloni, ambienti umidi ove è possibile ritrovare il raro fenomeno dell'inversione vegetazionale e numerosi endemismi botanici e faunistici. La costa è caratterizzata da pareti calcaree a tratti ripide e accidentate, specie sul versante meridionale, o dolcemente degradanti verso il mare. Il vento, e soprattutto il mare, hanno scavato in queste rocce insenature e anfratti dalle forme evocative, contribuendo a rendere il paesaggio naturale ancor più spettacolare. Di particolare interesse è, poi, la variegata avifauna che popola la riserva e che in estate si fa notare anche per le evoluzioni e i richiami dei maschi, impegnati nella difesa del territorio. Tra i falconidi si segnala, in particolare, il gheppio, che spesso può essere avvistato mentre compie i suoi voli di ricognizione. Più raro il falco pellegrino, mentre la poiana e lo sparviero si servono di Punta Campanella come stazione di passo nel loro percorso migratorio. L'intero complesso delle isole campane, d'altra parte, funge da tappa ideale per una gran quantità di specie migratorie. Gli amanti del birdwatching possono contare su tre punti di osservazione eccellenti: il Monte S.Costanzo, il Monte S. Angelo e la Malacoccola. Fra gli ospiti alati di Punta Campanella, si segnalano anche la civetta, l'assiolo, l'allocco, il barbagianni, il corvo imperiale, il torcicollo, il picchio rosso maggiore, l'usignolo, il tordo bottaccio, il tordo sassello, l'allodola, la beccaccia, il cuculo, il balestruccio, l'occhiocotto, la capinera, il luì piccolo, la cinciallegra, la cinciarella, lo scricciolo, il fringuello, il verzellino, il verdone e il variopinto cardellino.

I fondali della penisola, nonostante le continue spoliazioni avvenute soprattutto nella seconda metà del XX secolo, sono ancora ricchi di preziose testimonianze della frequentazione e del commercio antico. Alcune fonti storiche asseriscono che anche una flotta romana con a bordo Giulio Cesare fece naufragio presso la Punta e che molte navi affondarono. Numerosi relitti di navi romane e preromane sono localizzati presso la secca in prossimità dell’isolotto di Vetara, ai Galli, alla Punta della Campanella e al largo della costa di Massa Lubrense. Anfore etrusche, ionico-massaliote, greco-italiche, romane, africane e medievali vengono continuamente dragate dalle reti a strascico, oltre a ceppi d’ancora e scandagli in piombo e ancore di pietra. Nei bassi fondali in prossimità degli approdi delle ville romane vi è una gran quantità di reperti e di elementi architettonici in marmo. Le acque della Penisola Sorrentina, tuttavia, non hanno mai attirato l’attenzione degli archeologi e la ricerca archeologica subacquea in questa parte della costa campana stenta a decollare. Eppure, oltre a reperti disseminati un po' dovunque, l’area del Parco Marino offre anche strutture marittime, emerse e sommerse, degne di attenzione ed esplorazione. Le acque della “Terra delle Sirene”, celano mutevoli habitat da scoprire in entusiasmanti immersioni. La Posidonia oceanica, la più diffusa tra le piante superiori marine, forma in alcune aree estese e verdi praterie. Esse fungono da barriera all’erosione delle coste e da vero polmone per il mare. In alcuni periodi dell’anno è possibile osservarne i fiori, ben nascosti nel fitto fogliame e successivamente i frutti che, staccatisi dalla pianta, vanno a colonizzare altri ambienti. Fra le fronde e i rizomi della Posidonia vive una miriade di organismi (stelle marine, ippocampi, crostacei, anemoni, ecc.). Una moltitudine di pesci, come Cefali, Saraghi, Spigole e Orate, guizzano freneticamente alla ricerca di cibo. Fra le mete più scenografiche delle escursioni subacquee, infine, spiccano la Grotta dello Zaffiro e la Grotta dell’Isca: dopo un breve percorso sottomarino attraverso ampie aperture a pochi metri di profondità, si emerge in grandi caverne abbellite da colate di calcare simili a merletti, da stalattiti e stalagmiti di varia forma e colore. Alcune di esse formano colonne di fusione che terminano in laghetti di acqua cristallina sulle quali, sott’acqua, si sono impiantate Gorgonie e colonie di Margherite di mare.

Fonte: Area Marina Protetta di Punta Campanella

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