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Sabato, 18/11/2017
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Da Prato Nevoso al Mondolè

Gli amanti delle escursioni invernali sulla neve possono effettuare, fra i sentieri delle Alpi Liguri, numerose escursioni adatte anche ai meno esperti. Fra queste cime, il piacere del contatto con la natura selvaggia si somma alla soddisfazione che sempre accompagna la conquista di una vetta alpina. Fra le tante escursioni, si segnala un itinerario particolarmente piacevole e di grande interesse paesaggistico, che collega Prato Nevoso con le pendici del Mondolè. Il dislivello da affrontare è di circa 450 metri, mentre il tempo di percorrenza può essere di quattro ore o più, a seconda di quanto ci si vuole avvicinare alla vetta del Mondolè, posta a 2382 metri. La rinomata località sciistica di Prato Nevoso è raggiungibile dall'autostrada A6 Torino-Savona (uscita per Mondovì). Superata Villanova Mondovì e la Valle Maudagna si arriva a Frabosa Sottana e, superata la diramazione per Frabosa Soprana, si prosegue verso la vallata principale. Attraversato il paese di Miroglio si seguono i tornanti che portano alla conca di Prato Nevoso, con le sue attrezzate piste da sci. L'abitato è addossato alle pendici del Monte Malanotte, e bisogna oltrepassarlo per giungere alla sella della Colla del Prel, a 1615 metri d'altitudine, dove si incontra un ampio parcheggio, ai piedi delle piste. Lasciata l'automobile, si inizia l'ascesa seguendo i percorsi tracciati per gli sciatori, fino a un dosso che spicca sulla destra, dove si imbocca il sentiero estivo che porta alla Cappella Balma. In inverno, questo tracciato è utilizzato per collegare le numerose piste di discesa che si sviluppano lungo il crinale. È bene, quindi, fare attenzione a non intralciare gli sciatori. Superato un piccolo tornante, la strada raggiunge un grazioso rifugio attrezzato con servizi di ristoro, in prossimità dell'arrivo di una seggiovia. Oltre il rifugio, il tracciato diventa pressoché pianeggiante e taglia i ripidi pendii della Punta del Vallon. In questo tratto, l'itinerario è ricchissimo di splendide vedute sul versante nord-est del Mondolè, nonché sulla pianura cuneese. Un minimo di precauzione è richiesto solo quando si attraversano le piste da sci. Il tracciato conduce a un ampio altipiano innevato, il Pian dei Gorghi, che si stende fra la Punta del Vallon e la Cima Artesinera. Qui si gode di un panorama straordinario su tutta la conca di Prato Nevoso, punto di partenza dell'escursione. Proseguendo lungo la stradina, l'ascesa si fa più impegnativa: bisogna raggiungere un piccolo colle sul versante settentrionale dell'Artesinera, sulla cui vetta sorge un altro rifugio adiacente a una seggiovia. Si incrocia una ripida pista di discesa, ma si prosegue sul tracciato diretto alla Colla della Balma. In questa zona il sentiero diventa meno battuto e ancor più piacevole da percorrere. Aggirando un basso cocuzzolo si giunge in vista della Colla. Qui si scende, servendosi di un'altra pista da sci che collega la Cima Artesinera a questa insellatura. Ai margini della pista sorgono le costruzioni dell'antica Cappella Balma e del Rifugio Albergo Balma, a 1883 metri d'altitudine. Ora la visuale si apre verso il sud, e quindi sull'alta Val Corsaglia, dove si nota la caratteristica cima conica e rocciosa del Monte Fantino. Sull'orizzonte si stagliano anche la Cima Ferlette, la Cima della Brignola e la Cima Seirasso. Raggiunta la Colla della Balma ci si trova alla base del versante nord-orientale del Mondolè. Conquistata questa ennesima postazione panoramica, il seguito dell'escursione è a scelta, e dipende anche dall'esperienza dei partecipanti. Si può risalire la breve pista da sci, mediante skilift, fino al termine, per poi inerpicarsi fra i ripidi pendii innevati delle Rocche Giardina, una sequenza di piccole creste rocciose fra le quali si aprono dei canaloni percorribili. Oppure, utilizzando le racchette da sci, è possibile seguire i tracciati scialpinistici e raggiungere la vetta del Mondolè: forse il traguardo più ambito e, al tempo stesso, più impegnativo, da cui si gode di una vista mozzafiato sull'intero arco alpino occidentale. Al ritorno è sufficiente seguire il sentiero dell'andata, percorribile in un'ora e mezzo circa.

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