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Domenica, 24/09/2017
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La riviera del Conero

riviera del conero
Guide turistiche
Sauro Mariani - Ancona
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A una decina di chilometri dal capoluogo delle Marche, Ancona, il promontorio del Conero si tuffa nell'Adriatico con le sue caratteristiche pendici ammantate di macchia mediterranea. Quando le pareti scoscese e rocciose della riviera si fanno più ripide, anche la ginestra e il corbezzolo lasciano il posto a strapiombi mozzafiato fra i quali si aprono, di quando in quando, baie tranquille di sabbia bianchissima, che offrono un riparo naturale dai venti e dalle correnti. È questo uno dei pochissimi tratti costieri alti e rocciosi del mare Adriatico, incorniciato da una vegetazione lussureggiante che si estende, nell'entroterra, verso dolci colline punteggiate da boschi di querce, prati fioriti, ampie distese di grano cui si alternano le caratteristiche coltivazioni di girasoli, lavanda, timo, coriandolo e finocchio dolce. Da vent'anni, questo meraviglioso palcoscenico naturale è stato trasformato in Parco Regionale, allo scopo di proteggere la ricchezza e le varietà di flora e fauna, soprattutto avicola, ma anche alcuni tesori come il paesino di Portonovo, con la sua incantevole baia: l'arenile bianco e ciottoloso si snoda nel punto in cui la macchia mediterranea lambisce il mare cristallino. Alle sue spalle si incontrano due pittoreschi laghetti salmastri, mentre passeggiando per il centro abitato si incontrano la chiesetta di Santa Maria, piccolo gioiello romanico, la torre di guardia settecentesca e il fortino napoleonico. Merita una visita anche il borgo medievale di Sirolo, sviluppatosi entro una rocca fortificata eretta a strapiombo sul mare. Dalla sua piazzetta si gode di un sorprendente panorama su spiagge incontaminate, rupi e grotte abitate in epoca preistorica, pinete e uliveti. Ma il Parco del Conero comprende anche Numana, l'antico porto piceno rifondato nel V secolo a.C. dai Siracusani. La parte alta del paese è appollaiata alle pendici di una collina, mentre quella inferiore si è sviluppata attorno al pittoresco porticciolo delimitato a nord da una scogliera alta e frastagliata, a sud dallo splendido lido Marcelli. Come Portonovo e Sirolo, anche Numana si fregia abitualmente della Bandiera Blu che spetta alle coste più limpide e pure. Su questi borghi traboccanti di storia domina la sagoma inconfondibile e verdeggiante del Conero: un lussureggiante balcone sul Mediterraneo, popolato da pini, lecci, ginestre e numerose peculiarità botaniche come l'euforbia arborescente, la violaciocca e il finocchio selvatico. Attrezzato con una ventina di sentieri adeguatamente segnalati, il Parco del Conero è il paradiso degli escursionisti in ogni stagione, e specialmente in primavera, quando le ampie radure fiorite (primule, ciclamini, orchidee...) assumono infinite sfumature cromatiche. Gli itinerari, percorribili anche in mountain bike o a cavallo, sono praticabili con l'aiuto della segnaletica, della carta per escursionisti e, a richiesta, delle guide del parco. La passeggiata più interessante è forse quella che attraversa l'intero territorio della riserva. La “traversata del Conero” si sviluppa lungo un sentiero agevole e adatto a tutti, pur richiedendo, naturalmente, la disponibilità di alcune ore. Il punto di partenza è situato nella frazione di Poggio, da cui ci si immette subito in un ambiente suggestivo, carico di spunti panoramici. Dall'alto si ammira la “baia verde” originata, in epoca remota, da una frana staccatasi da Pian Grande. Superato un dislivello iniziale, il sentiero si snoda in pianura, attraversando un bosco pittoresco, costellato da fiori multicolori. Giunti a un bivio si prende a sinistra, in direzione di un vasto pianoro erboso chiamato Piani di Raggetti. Si tratta del punto di osservazione ideale sulle pianure marchigiane e sui rilievi appenninici. A valle del pianoro, una deviazione del sentiero sulla destra scende fino all'imbocco delle Grotte Romane, uno dei tanti luoghi leggendari di questa terra. Uno dei racconti più suggestivi narra di un tesoro mai scoperto, perché difeso dalle anime degli schiavi romani morti mentre lavoravano in questa antica cava di pietra. Si raccomanda di non addentrarsi nelle cave, attualmente esposte al rischio di cedimenti. Proseguendo sul sentiero che attraversa il parco, si giunge a una stradina asfaltata che porta a un antico convento: con una breve salita, infatti, si giunge a un parcheggio nei pressi del quale sorge la chiesa di San Pietro con i resti del complesso monastico edificato poco dopo l'Anno Mille. Un viale di lecci porta all'ingresso della chiesetta, che conserva ancora parecchi elementi romanici, come i capitelli decorati con motivi floreali o animali. Superata l'abbazia, il sentiero si addentra in un bosco di latifoglie e, successivamente, nella variopinta e profumatissima macchia mediterranea. Sbucati su uno stradone, si giunge infine ad una stupenda piattaforma affacciata sul mare: il Belvedere Sud domina, infatti, su tutta la riviera del Conero, offrendo anche una vista straordinaria sullo scoglio delle Due Sorelle: due spuntoni di roccia emergenti a pochi metri dalla costa, simili agli artigli di un demone pietrificato.

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