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Domenica, 24/09/2017
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Sapori e colori del Montalbano

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Guide turistiche
Sara Giuntolis - Firenze
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Sul Montalbano, l’area collinare che ispirò a Leonardo da Vinci i suoi studi sulla natura e le sue celebri vedute, un invito a conoscere i sapori del posto con la visita alle produzioni tipiche del Chianti Montalbano e dell’olio extravergine d’oliva IGP e con una  lezione di cucina toscana. Una facile escursione a piedi sui sentieri del Monte vi accompagnerà alla scoperta dei suggestivi paesaggi vinciani. Un weekend per scoprire la grande tradizione artistica del Cinquecento tra Empoli e Montelupo Fiorentino. Possibilità di fare un corso di decorazione che vi introdurrà alla conoscenza della ceramica artistica, una lavorazione secolare tuttora praticata nelle numerose botteghe artigiane di Montelupo, alla quale la città dedica ogni anno la “Festa Internazionale della Ceramica” (3° settimana di giugno). Dalla decorazione ceramica alla pittura del Pontormo con la possibilità di partecipare ad un laboratorio, “I colori di Jacopo”, un’esperienza creativa per conoscere il pittore manierista originario di Empoli e il suo sapiente uso del colore.

 

 

Il viaggio vi porterà nel borgo di Capraia, arroccato su uno sprone che scende a picco sull’Arno, dove è visitabile la Fornace Pasquinucci, antico forno per la lavorazione della terracotta trasformato in centro espositivo. Vicino si trova la località di Limite, che sorse come scalo fluviale in cui ha avuto origine il mestiere dei “navicellai” e una recente attività cantieristica, oggi documentata nel Centro espositivo della Cantieristica. Sulla sponda sinistra dell’Arno, opposto all’abitato di Capraia, sorge Montelupo Fiorentino, città della ceramica, la cui produzione conobbe il massimo splendore nel corso del XV e XVI secolo. Il Museo della Ceramica offre al visitatore la possibilità di scoprire l’evoluzione storica delle produzioni ceramiche della zona; il Museo Archeologico, dedicato alla storia del territorio espone una delle collezioni di Preistoria tra le più importanti in Toscana. Il centro storico della cittadina conserva tutt’oggi le peculiarità manifatturiere del luogo, ancora animato dall’attività delle botteghe di ceramica artistica.

 

Questa parte della Toscana, come s’addice a tutte le terre granducali, è ricca di sapori e di tradizioni enogastronomiche: qui si assaporano spalle, finocchione, salami lardellati, pecorini freschi da accompagnare con i mieli spontanei, ma sicuramente i due protagonisti dell’enogastronomia vinciana sono  i rossi di questa zona e gli oli extravergine. L’olio è protagonista di queste terre perché oltre a connotare la mensa e la produzione agricola, disegna il paesaggio con le caratteristiche chiome argentee delle olivete. In tutte le colline attorno a Vinci si produce un ottimo olio di fruttato medio e che varia da zona a zona per intensità e profumo. Dal retrogusto di erba fresca lo si trova talvolta più dolce con marcato sentore di carciofo. L’olio, accanto alle semplici fettunte lo si può gustare in ottimi pinzimoni che sfruttano un’altra delle produzioni agricole di nicchia: quella degli ortaggi. Tutta la produzione di extravergine è coperta dalla IGP Toscana ed è in corso la procedura per il riconoscimento della DOP Montalbano. Vinci è anche una grande terra da vino dove vengono esaltati i due autoctoni principi di Toscana: il rosso Sangiovese ed il bianco Trebbiano. Ma tra le bacche rosse  accanto ai tradizionali Cannaiolo e Ciliegiolo, incontriamo i due Cabernet (Franc e Savignon) ed una piccola produzione di Gamay. Sul territorio vinciano insistono ben quattro denominazioni d’origine: Chianti DOCG, Chianti Montalbano, Bianco dell’Empolese, Colli dell’Etruria Centrale. Il sangiovese, che in queste zone si tende a vinificare in purezza (difficile vinificazione ma grande qualità quando è lavorato al meglio) si sposa deliziosamente con carni rosse e antipasti toscani. Il Vin Santo Montalbano è un’altra grande tradizione dei vignaioli vinciani. Vale ricordare un altro vin santo: l’”Occhio di Pernice”, che vanta anche una riserva di lungo affinamento. A fine pasto assieme al vin santo non possono mancare i cantuccini che a Vinci si fanno nel modo più semplice: farina, lievito, uova, mandorle e una goccia di essenza di zagara. Oppure il Berlingozzo, che viene preparato con uovo, zucchero, vin santo, farina, buccia d’arancia grattugiata, un pizzico di vaniglia, lievito e olio d’oliva. Altro dolce tradizionale la cui origine risale certamente all’epoca medicea, quando pare ornasse le colazioni di corte.

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