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Sabato, 29/01/2022
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Castel Sant'Angelo nella storia di Roma


Ponte Sant'Angelo, il più bel ponte sul Tevere a Roma, coincide con l'ultimo tratto della via dei pellegrini diretti in Vaticano. Lo si percorre sotto lo sguardo vigile di dieci grandi angeli in marmo disegnati nel Seicento dal Bernini e realizzati dai suoi allievi. Superato il ponte ci si trova al cospetto della caratteristica mole circolare di Castel Sant'Angelo: uno dei simboli della Capitale assieme alla cupola di San Pietro, che si erge a poca distanza sulla sinistra. Noto soprattutto come fortezza-prigione dello Stato della Chiesa, l'edificio risale in realtà al 139 d.C., quando l'architetto Demetriano lo fece costruire come mausoleo per l'imperatore Adriano. Solo nel Rinascimento fu ritoccato per essere adeguato alle nuove esigenze militari, ma mai alterato nella sua struttura e nelle sue proporzioni: su una base quadrata con il lato di 84 metri poggia un alto cilindro del diametro di 64 metri, coronato da un angelo settecentesco di bronzo che riproduce una visione avuta dal papa Gregorio I nel 590 (da cui deriva il nome dato alla costruzione). All'originario edificio romano appartiene anche la rampa elicoidale di 125 metri che dal vestibolo conduce alla cella sepolcrale dell'imperatore. Nel 1277 il mausoleo divenne proprietà della Chiesa che lo trasformò in fortezza (famosa la descrizione delle prigioni fatta da Benvenuto Cellini, che da qui fuggì nel Cinquecento), realizzando anche il “passetto”, il corridoio fortificato che metteva in collegamento con i palazzi del Vaticano. Dopo la strenua resistenza di Castel Sant'Angelo al sacco di Roma dei Lanzichenecchi di Carlo V, nel 1527, i pontefici valutarono che l'edificio poteva essere impiegato anche come residenza in caso di necessità. Per le rielaborazioni architettoniche e le decorazioni degli ambienti furono perciò chiamati a lavorare i maggiori artisti del tempo: Antonio da Sangallo il Giovane, Raffaello da Montelupo, Bramante e Michelangelo. Nelle segrete del castello furono imprigionati tantissimi personaggi illustri come Alessandro Farnese (futuro Paolo III), Giordano Bruno, Cagliostro e numerosi patrioti durante il Risorgimento, quando ormai l'edificio svolgeva la funzione di carcere di massima sicurezza. Oggi tutti gli ambienti di Castel Sant'Angelo possono essere visitati, anche grazie all'istituzione di un Museo Nazionale che raccoglie notevoli collezioni di armi antiche, suppellettili, dipinti e documenti che dimostrano gli stretti legami fra la storia dell'edificio e quella del papato. Molto suggestive, oltre alle prigioni, le sale degli appartamenti papali. Fra queste la Loggia di Paolo III (opera di Raffaello da Montelupo), la Sala Paolina (affrescata da Perin del Vaga e dal Beccafumi), la Loggia di Giulio II (del Bramante), la Sala di Clemente VII (decorata da Giulio Romano e Luca Signorelli) e la Cappella di Leone X (con sculture rinascimentali). La terrazza superiore, poi, è una leggendaria piattaforma panoramica su Roma e sulla Basilica di San Pietro.

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