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Lunedì, 11/12/2017
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Saluzzo e il Marchesato

Elegante, raccolta e raffinata, Saluzzo merita l'appellativo di “Firenze del Piemonte” specialmente per il fascino del suo centro storico e dei tantissimi edifici d'impronta medievale e rinascimentale, segno di un passato glorioso coinciso con i quattro secoli durante i quali fu capitale di un marchesato. Dal 1142 al 1548, 14 marchesi si succedettero alla guida di questo piccolo stato di confine, conteso fra i francesi e sabaudi, finché questi ultimi ebbero la meglio. La cittadina, oggi citata spesso per le sue botteghe artigianali e di restauro, non nasconde certo le tracce dell'antica prosperità, in gran parte condensate fra la “città alta”, adagiata lungo una collina ai piedi del Monviso, e il Castello della Manta che occupa il vertice dell'altura. Da Piazza Risorgimento parte l'itinerario migliore attraverso il nucleo storico di Saluzzo, e il primo edificio ad attrarre l'attenzione è la Cattedrale dell'Assunta: un bel tempio tardo-gotico della fine del Quattrocento, eretto sui resti di un'antica pieve. Nella facciata in mattoni si aprono tre portali sormontati da lunette che conservano tracce di affreschi di Hans Clemer. Le opere dell'artista fiammingo contribuirono non poco ad accrescere il prestigio dei marchesi di Saluzzo nel periodo di maggiore floridezza, il XV secolo. Una di queste si trova all'interno del Duomo: è il polittico che raffigura San Chiaffredo e San Costanzo, protettori del marchesato. Molto bello anche l'altare maggiore barocco scolpito dal luganese Carlo Giuseppe Plura. Passando sotto la Porta Santa Maria si accede al cuore medievale della città, fortemente caratterizzato da stradine strette e porticate come la via dei Portici Scur, che costeggia il Vescovado. Percorrendola si giunge nella Piazzetta dei Mondagli, uno degli angoli più suggestivi del centro. Vi si affacciano il Monastero dell'Annunziata, sede della celebre Scuola di Alto Perfezionamento Musicale, la Biblioteca, la casa natale di Silvio Pellico con le caratteristiche arcate medievali. Da qui si imbocca, in breve, la Salita al Castello: senz'altro la strada più pittoresca e animata, da sempre cuore della vita cittadina. Non a caso, la via è delimitata dalle facciate dei più importanti edifici signorili, ornate da portici, logge, affreschi e decorazioni in cotto. Ma l'edificio più suggestivo, qui, è l'antico Palazzo Comunale con la torre quadrata, simbolo di Saluzzo. Dalla sua loggetta, alta 48 metri, una splendida vista abbraccia la città, il gruppo del Monviso e la pianura sottostante. Nel punto più alto del borgo si apre la Piazza del Castello con al centro la storica fontana della Drancia. Gran parte della struttura originaria della “Castiglia” (così è chiamata la residenza che ospitava i marchesi) andò in rovina dopo la fine del marchesato, o fu radicalmente modificata quando l'edificio venne adibito a prigione. Permane, però, il massiccio torrione circolare che ne costituiva il nucleo. Tornati nella Salita al Castello, si fa tappa in contrada di San Giovanni, per visitare la trecentesca chiesa di San Giovanni. L'aspetto scarno della facciata incompiuta non deve trarre in inganno: nelle tre navate che costituiscono l'interno si conservano parecchi tesori d'arte. Fra questi il coro ligneo, l'altare barocco e, alle sue spalle, l'abside con la cappella sepolcrale dei marchesi, capolavoro del Gotico borgognone. Da una porticina si accede al chiostro, e da quest'ultimo, attraverso un portale rinascimentale opera di Matteo Sanmicheli, alla sala capitolare. Sulla stessa strada si incontra Casa Cavassa, storica residenza di due vicari generali del marchesato. Restaurata e trasformata in Museo Civico, la dimora presenta una sequenza scenografica di sale con soffitti lignei dipinti, pareti decorate e arredi in stile, affreschi e quadri. Qui si ammirano la Madonna della Misericordia, capolavoro di Hans Clemer, e l'Adorazione dei Magi di Jacopino Longo. Costeggiando il Palazzo dei Marchesi del Carretto, edificio barocco impreziosito da un bel parco all'inglese con giardino segreto, si arriva presso la chiesa di San Bernardo, del Quattrocento, che si distingue per il campanile raffinato e le ricche decorazioni in stucco e i dipinti dell'interno. Da via San Bernardo si passa in via Griselda, intitolata alla protagonista di una novella del Boccaccio ambientata proprio a Saluzzo. Passando per Porta Vacca si entra nei quartieri ottocenteschi, sorti in pochi anni per effetto di un sensibile sviluppo economico. Ma altri luoghi di straordinario fascino, poco fuori dall'abitato, meritano senz'altro di essere scoperti: da Piazza Castello, attraversando i parchi raffinati che ricoprono la collina, si può salire al Castello della Manta, nato nel XII secolo come avamposto militare, per diventare prima fortezza e poi l'elegante residenza di Valerano, figlio illegittimo di un marchese di Saluzzo. L'aspetto austero della sua facciata è fortemente in contrasto con la ricchezza degli ambienti interni. Splendido e unico è il ciclo gotico di affreschi, a tema profano e cavalleresco, che ricoprono la sala Baronale: la serie dei nove eroi e delle nove eroine dell'antichità e la scena della Fontana della Giovinezza furono affrescate all'inizio del Quattrocento da un ignoto “Maestro della Manta”, di cui non si conoscono altre opere. Di grande fascino anche la Sala delle Grottesche, decorata nello stile di Roma imperiale, e la chiesa del castello con la cappella funeraria di Michelantonio, straordinariamente ricca di affreschi e stucchi. Dieci chilometri a nord-ovest di Saluzzo, infine, c'è Staffarda con la monumentale Abbazia di Santa Maria, eretta dai Cistercensi nel XII secolo. La visita al complesso comprende la splendida chiesa romanico-gotica, fiancheggiata da un chiostro raffinato, gli edifici monastici (fra cui ambienti di notevole interesse come la foresteria, il refettorio e la sala capitolare) e nove cascine.

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