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Mercoledì, 26/01/2022
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Alghero: la città vecchia

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La città vecchia di Alghero (la Barceloneta degli Aragonesi) è raccolta entro la cinta muraria costruita nel XII secolo dai genovesi Doria e potenziata dagli spagnoli nel corso del loro dominio, iniziato verso la metà del Trecento e terminato nel 1720. La posizione riparata e ben protetta del porto e della città, nascosta alle spalle di Capo Caccia, è una delle ragioni della particolare predilezione che gli Aragonesi ebbero per Alghero, tanto da farne uno scalo obbligato per le spedizioni nel Mediterraneo. Nella piazza principale, poi, si improvvisavano corride con bestiame requisito per l'occasione. Oggi la cultura catalana riecheggia con forza nel dialetto locale, nelle architetture di chiese e palazzi signorili, e perfino nella toponomastica. Prima di addentrarsi nel nucleo storico cittadino, meta sempre più “gettonata” di un turismo colto e internazionale, non si può mancare l'affascinante passeggiata lungo le mura aragonesi, toccando le sette torri difensive ancora in piedi. Fra queste la Porta a mare e la Porta a terra (i principali accessi al borgo), la Torre dell'Espero Real e il Bastione della Maddalena, oggi sede di spettacoli e concerti in estate. Dalle mura si contempla un paesaggio superbo sul Golfo di Alghero e sui faraglioni di Capo Caccia che emergono da un mare blu cobalto. Per un tour nel centro storico su rotaie si può prendere il pittoresco trenino catalano, con partenza dal porto. Chi, invece, si fida delle proprie gambe può entrare da Porta a Mare (sempre nella zona del porto, accanto al Bastione) e sbucare subito nella Piazza Civica (Plaça del Pou Vell) dove si affacciano il Palau della Meridiana e il Palazzo d'Albis, la gotica residenza del governatore. A brevissima distanza si apre Piazza Duomo. Qui sorge la Cattedrale di Santa Maria con il caratteristico campanile esagonale a cuspide maiolicata, visibile da ogni parte della città. Nonostante il rifacimento settecentesco conserva parecchi elementi dell'architettura catalana, come lo stesso campanile, il portale posteriore, il coro e l'abside in cui si aprono cinque cappelle a raggiera. Dalla piazza ci si può perdere nel dedalo di viuzze dalle atmosfere spagnoleggianti, oppure seguire l'asse principale di via Principe Umberto, costeggiando antichi edifici come il Palau Machin, noto anche come Casa Doria: un ottimo esempio del gotico catalano, ornato da un portale rinascimentale e da finestre di gusto squisitamente aragonese. In fondo al corso si svolta a destra in via Ferret, toccando la chiesa di San Michele, inconfondibile per la variopinta cupola maiolicata. All'interno si rivela un gioiellino barocco ricco di altari monumentali, decorazioni e stucchi. Basta risalire via Carlo Alberto per giungere innanzi al monumento più importante di Alghero: la chiesa di San Francesco, dove il gotico catalano si fonde con il manierismo cinquecentesco. Splendide le statue che ornano l'altare maggiore, sotto la volta stellare, così come gli arredi e le decorazioni nelle cappelle. Da vedere anche il piccolo chiostro chiuso da due ordini di arcate. Lasciata la città vecchia si può puntare sull'interessante Aquarium di via XX settembre, oppure far rotta sulle meravigliose spiagge di Porto Conte. Lungo la strada si incontra il nuraghe Palmavera, fra i più estesi della Sardegna settentrionale con le sue torri e la “capanna delle riunioni”. Proseguendo ancora si arriva al cospetto della gigantesca parete verticale di Capo Caccia. Lungo le sue falesie, fra le tante cavità naturali, è possibile visitare la Grotta di Nettuno (ricchissima di concrezioni, gallerie e laghetti) affrontando gli oltre 600 gradini della Escala del Cabirol, tagliata nella roccia.

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