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Venerdì, 14/12/2018
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Il Teatro Olimpico di Vicenza


Costruito in cinque anni, dal 1580 al 1585, il Teatro Olimpico di Vicenza è l'ultima opera nonché il testamento spirituale di Andrea Palladio. Il progetto nacque su commissione dell'Accademia Olimpica di Vicenza, un circolo culturale aristocratico di cui lo stesso Palladio era membro. L'obiettivo era creare un grande spazio teatrale, utile anche per le celebrazioni, all'estremità orientale della città, in un'area già occupata da una fortezza medievale. Il 25 agosto del 1580 Andrea Palladio morì quando i lavori erano iniziati da pochi mesi, ma l'opera fu portata a termine sotto le cure del figlio Silla. Il 3 marzo 1585 la storica rappresentazione dell'Edipo Re di Sofocle inaugurava il teatro, dotato per l'occasione della scena fortemente prospettica disegnata da Vincenzo Scamozzi, allievo Palladio. Le prospettive lignee raffiguranti la città di Tebe, in cui è ambientata la tragedia di Sofocle, avrebbero riportato un successo tale da diventare fisse e immutabili fino ai nostri giorni. Lo stesso Scamozzi realizzò il portale d'ingresso del teatro e le ampie sale dell'odeo e dell'antiodeo, che si attraversano per raggiungere la cavea. Ambienti decorati successivamente con i riquadri monocromi del pittore vicentino Francesco Maffei. Giunti nella cavea, nonostante l'ambiente sia chiuso e coperto, si ha la sensazione di trovarsi in un grande teatro classico all'aperto. Il progetto di Palladio, infatti, non è che il frutto dei suoi studi sulle rovine dei teatri romani, uniti all'interpretazione rinascimentale del De architectura di Vitruvio. La cavea semiellittica, composta da tredici gradoni, è chiusa alle spalle da un'esedra sormontata da statue che raffigurano gli accademici committenti. Di fronte, sul palcoscenico, si erge il monumentale proscenio rettangolare ripartito in due ordini. In basso, tre arcate si aprono sulle scene dello Scamozzi, mentre negli spazi fra le colonne si aprono edicole contenenti statue e, più in alto, bassorilievi raffiguranti le Storie di Ercole di Ruggero Bascapì. La critica definirà l'opera “manierista” per il forte effetto chiaroscurale. Effetto consapevolmente perseguito da Palladio grazie a vari espedienti ottici. Scena e proscenio, in definitiva, concorrono nell'esaltare la percezione della profondità e della prospettiva. Oggi, dopo le censure della Controriforma, il teatro è tornato a svolgere il ruolo per il quale era stato concepito, divenendo sede di rassegne teatrali (i “Cicli di spettacoli classici”) e musicali (le “Settimane musicali al Teatro Olimpico”). La sua capienza è limitata a 400 posti per le ridotte dimensioni e per non mettere a rischio la conservazione della struttura che, dal 1994, è stata dichiarata Patrimonio dell'umanità dall'Unesco. Un biglietto cumulativo, acquistabile presso il teatro, consente di visitare anche la vicina Pinacoteca di Palazzo Chiericati, il Museo Naturalistico-Archeologico e il Museo del Risorgimento e della Resistenza.

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