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Domenica, 30/04/2017
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Torino: il Palazzo Reale dei Savoia

Nel 1563, quando Torino divenne la capitale del ducato sabaudo, Emanuele Filiberto avviò un processo di fortificazione della città che prevedeva anche la costruzione di una nuova residenza per la famiglia Savoia. L'elaborata fase di progettazione si concluse attorno alla metà del Seicento, con la costruzione del Palazzo Reale che sorge in Piazza Castello, nel cuore del capoluogo piemontese. Alla fisionomia dell'edificio, che sarebbe rimasto residenza reale fino al 1865, contribuirono gli architetti Ascanio Vittozzi e Carlo di Castellamonte, cui si deve l'assetto urbanistico di buona parte del centro di Torino. La facciata del palazzo fu completata invece nel 1658, sul progetto di Carlo Morello. Dal 2007 il Palazzo Reale ha riaperto ai visitatori, che hanno a disposizione un lungo itinerario attraverso le sale più affascinanti e fastose, per scoprire lo straordinario patrimonio di decorazioni architettoniche, plastiche e pittoriche qui realizzate da numerosi artisti fra XVIII e XIX secolo. Tutti gli ambienti dimostrano l'ambizione di un casato deciso a sostenere il confronto con le maggiori famiglie regnanti europee. Il percorso inizia salendo lo scalone monumentale disegnato da Domenico Ferri e ornato da sculture e dipinti ottocenteschi. Si giunge così nel Salone degli Svizzeri dove campeggia la grande tela di Palma il Giovane raffigurante Emanuele Filiberto alla battaglia di San Quintino. Gli affreschi seicenteschi alle pareti, opera di Giovanni e Antonio Fea, celebrano la genealogia di casa Savoia. Da questa sala si sviluppano la Galleria della Sacra Sindone, importante raccordo con la Cappella della Sindone, la Galleria delle Battaglie e una suggestiva sequenza di sale di rappresentanza. Uno dei temi conduttori è dato dagli splendidi soffitti lignei a cassettoni, intagliati e dorati, che caratterizzano ad esempio la Sala delle udienze e la Sala del Consiglio. Da ammirare anche gli arredi e le decorazioni pittoriche realizzate dal bolognese Pelagio Pelagi, chiamato nel 1834 da Carlo Alberto a ridefinire parte degli interni del palazzo. Fra gli ambienti più sfarzosi e sorprendenti, oltre alla Sala del Trono (presenta un prezioso pavimento intarsiato e ricchissimi intagli dorati nel soffitto), si segnalano il Gabinetto cinese tappezzato di lacche cinesi dipinte e stucchi dorati, la Camera dell'alcova che sfoggia parte della collezione di vasi cinesi e giapponesi di Carlo Alberto, la Sala da ballo con l'Olimpo dipinto dal Pelagi nel soffitto. Una geniale invenzione di Filippo Juvarra, architetto di fiducia dei Savoia all'inizio del Settecento, è la Scala delle Forbici a rampe sdoppiate che porta al secondo piano nobile. Qui sono stati recentemente riaperti al pubblico gli appartamenti del Principe di Piemonte, realizzati nel 1722 in occasione delle nozze di Carlo Emanuele III con Cristina Luigia di Baviera. Notevoli, infine, anche i giardini del Palazzo Reale progettati nel 1697 da André Le Nôtre, cui si deve pure il parco della reggia di Versailles.

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