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Mercoledì, 30/09/2020
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Firenze: la “Sacrestia Nuova”

sacrestia nuova 1
Guide turistiche
Sara Giuntolis - Firenze
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Le Cappelle Medicee, oggi divenute uno dei poli museali più importanti e visitati di Firenze, fanno parte di quel complesso monumentale che ruota attorno alla chiesa di San Lorenzo, la cui costruzione si sviluppa dai primi decenni del Quattrocento fino agli inizi del Seicento. La chiesa di San Lorenzo era la chiesa ufficiale della famiglia Medici fin da quando i suoi componenti abitavano da privati cittadini nel loro palazzo di Via Larga (oggi via Cavour). Come è noto, i Medici ressero Firenze nei secoli di massimo splendore della città, quando essa giunse a rivaleggiare con il Papato e con i più importanti stati d'Europa. Oltre che luogo di culto, San Lorenzo divenne quindi anche lo splendido sepolcro dei Medici, fino all'estinzione della famiglia. Il primo a voler essere sepolto fra queste mura fu Giovanni de' Bicci de' Medici, morto nel 1492, le cui spoglie, assieme a quelle della moglie Piccarda, furono poste nella piccola sacrestia brunelleschiana (oggi meglio nota come Sacrestia Vecchia). Più tardi suo figlio, Cosimo il Vecchio, fu sepolto nella basilica. L'effettivo progetto di una tomba che ospitasse tutta la famiglia prese avvio nel 1520 quando, con Michelangelo Buonarroti, vennero iniziati i lavori della Sacrestia Nuova, un piccolo ambiente posto al fianco della basilica, sul versante opposto rispetto alla sacrestia realizzata da Filippo Brunelleschi. La Sacrestia fu fortemente voluta dal cardinale Giulio de' Medici, futuro Papa Clemente VII, che intendeva erigere un monumento capace di eguagliare, per bellezza, i fasti e la gloria dei Medici. In particolare, questa nuova cappella era destinata a custodire i resti mortali di alcuni personaggi della famiglia: Lorenzo il Magnifico e il fratello Giuliano, Lorenzo Duca d'Urbino e Giuliano Duca di Nemours (i due “magnifici” e i due “capitani”). La struttura tradizionale della cappella funeraria gentilizia viene completamente rinnovata da Michelangelo con l'adozione di un'architettura monumentale caratterizzata da forti contrasti, in cui i vari elementi portanti assumono un rilievo e una visibilità del tutto nuovi e originali. L'artista inserisce le tombe dei principi entro nicchie ricavate quasi a forza nella possente architettura. Le statue dei principi non sono giacenti, come vorrebbe la tradizione, ma sedute su una sedia gestatoria, in armatura, come se fossero imperatori antichi: si tratta di ritratti ideali che assumono un valore ideologico e simboleggiano il potere mediceo sulla città. Completata nel 1524 la parte architettonica, in pietra serena ed intonaco bianco, secondo il grande esempio fornito dallo stesso Brunelleschi, Michelangelo pose mano alle imponenti statue che dovevano adornare i sarcofagi, cui continuò a dedicarsi fino al 1533. Le sole compiute furono quelle dei duchi Lorenzo d'Urbino e Giuliano di Nemours, le allegorie del Giorno e dell'Aurora, del Crepuscolo e della Notte, e il gruppo della Madonna col Bambino, collocato sopra il sarcofago dei due Magnifici ed affiancato dai Santi Cosma e Damiano, eseguiti dal Montorsoli e da Baccio di Montelupo, allievi di Michelangelo. Data la complessità dell'esecuzione della cappella e la ricchezza di riferimenti simbolici, sono state offerte molte interpretazioni alle figure che animano la Sacrestia Nuova: i due principi rappresenterebbero, nei loro atteggiamenti, uno il Pensiero e l'altro l'Azione. Le celebri statue allungate sui loro sarcofagi sono un riferimento probabile a stati e a momenti della vita umana. Anche le tombe alludono alla liberazione dell'anima dopo la morte, seguendo un concetto filosofico particolarmente legato alla particolare spiritualità di Michelangelo. La Madonna col Bambino, poi, è considerata il centro spirituale di tutto il complesso, l'incarnazione della vita e insieme della sventura, che traspare nell'espressione dolente del viso. Sebbene il progetto Michelangiolesco non abbia conosciuto la piena realizzazione, è fin troppo chiaro, entrando nella Sacrestia, che ci si trova davanti a uno dei più grandi e preziosi capolavori di tutto il Rinascimento italiano. Oltre alla Sacrestia Nuova, nel percorso museale delle Cappelle Medicee è inserita anche la Cappella dei Principi, costruita a partire dall'inizio del Seicento, come mausoleo della famiglia. Si tratta di un grandioso edificio ottagonale, coperto da una vasta cupola, tutto rivestito di tarsie di marmi policromi, dove sono collocate le tombe dei Granduchi medicei.

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