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Mercoledì, 21/11/2018
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La Reggia di Caserta

parco della reggia - gruppo di diana

Al margine occidentale della città di Caserta, preceduto da un vasto piazzale ellittico, si eleva il prospetto del grandioso Palazzo Reale fatto costruire, nel 1752, da Carlo III di Borbone. Il sovrano non era più soddisfatto della sua residenza a Napoli, che fra l'altro riteneva troppo esposta agli attacchi dal mare. All'architetto Luigi Vanvitelli il Borbone affidò il compito di erigere una reggia all'altezza della Versailles francese. Il grandioso progetto vanvitelliano vide la luce nell'arco di oltre un ventennio: un palazzo lungo 247 metri, largo 184 e alto 36, cioè capace di contenere cinque piani oltre ai sotterranei. Al suo interno si contano 1200 stanze, 34 scale e 4 grandi cortili gemelli separati da un corpo centrale a croce. I più insigni artisti e artigiani del regno lavorarono alle decorazioni plastiche, scultoree e pittoriche dei vari ambienti e del fantastico parco che tuttora riserva visioni spettacolari, nel corso della lunga visita alla reggia. Il percorso inizia nell'atrio monumentale da quale si innalza un superbo scalone d'onore di 116 gradini che porta al vestibolo superiore coperto da una cupola. Di fronte si apre l'ingresso alla Cappella Palatina che, per la ricchezza degli ornamenti, assomiglia a un fastoso salone di rappresentanza. A sinistra si sviluppano gli appartamenti reali, in gran parte arredati con i mobili originali. Superata una serie di saloni si entra nell'Appartamento Nuovo con le sale di Marte, di Astrea e la Sala del Trono (lunga 35 metri) ridisegnata verso la metà dell'Ottocento da Gaetano Genovese. Dal Salone di Alessandro si accede all'Appartamento Vecchio (già abitato da Ferdinando IV nel 1780), per visitare la preziosa biblioteca di oltre 10.000 volumi e il salone del presepe. Quest'ultimo è composto da circa 1200 statuine forgiate dai più celebri specialisti napoletani del Settecento. Seguono le sale della pinacoteca e della quadreria in cui sono disposti i ritratti dei Borboni. Si scende al piano terreno e, attraverso il secondo cortile, si entra nel raffinatissimo Teatrino di Corte che, con i suoi cinque ordini di palchi, riproduce esattamente le proporzioni del San Carlo di Napoli. Molti altri ricchissimi ambienti sono interdetti al pubblico in quanto sedi di istituzioni, ma la visita prosegue, densa di sorprese, nel parco progettato da Vanvitelli e in seguito modificato dal figlio Carlo. L'area si sviluppa in lunghezza per 3 chilometri, coprendo circa 120 ettari di superficie. Le leggere pendenze del suolo si prestano a magnifiche prospettive, con il contributo di statue, fontane, cascate, specchi d'acqua e decorazioni floreali. Un capolavoro, insomma, destinato a fungere da esempio per la realizzazione dei più grandi parchi in stile italiano. Le sei fontane monumentali che si incontrano lungo la passeggiata sono opera di architetti diversi. Fra queste la Fontana di Eolo (una grande vasca alimentata da una cascata e chiusa da un emiciclo porticato ricco di statue) e la Fontana di Venere e Adone (sviluppa dodici cascatelle che formano altrettanti laghetti). Una scalinata porta ai piedi della cascata più grande (78 metri) che si getta nel bacino sovrastato dai gruppi scultorei di Diana e Atteone. L'itinerario può proseguire a destra, nell'incantevole giardino all'inglese ideato da John Graefer.

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