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Domenica, 26/05/2019
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Il Duomo di Modena

duomo di modena

Non è solo il monumento più importante della città, ma anche uno degli emblemi dello stile Romanico padano. Il Duomo di Modena fu iniziato nel 1099, sotto la direzione dell'architetto lombardo Lanfranco e con il contributo del più grande scultore dell'epoca: quel Wiligelmo che per circa due secoli sarebbe rimasto il caposcuola della scultura romanica in Italia, insuperato per il realismo e l'espressività delle sue rappresentazioni. Nel 1184 la chiesa veniva consacrata ma furono necessari ancora più di cento anni affinché venisse completata, con l'intervento di maestri campionesi. La facciata tripartita del Duomo è interamente attraversata da una galleria a trifore, interrotta solo dall'edicola che si apre al centro, in corrispondenza del protiro che precede il portale mediano. Due leoni stilifori “sorvegliano” l'ingresso. Più in alto il grande rosone gotico di Anselmo da Campione, che realizzò anche i portali laterali. La porta maggiore, invece, fu decorata da Wiligelmo con figure di uomini, animali, profeti e motivi vegetali. Suoi sono anche i quattro grandi rilievi con le Storie della Genesi che impreziosiscono l'ordine inferiore della facciata. Sul fianco destro della cattedrale, la cosiddetta Porta dei Principi sfoggia le Storie di San Geminiano scolpite da un ignoto seguace di Wiligelmo, noto tuttora come il “Maestro di San Geminiano”. Un secondo grandioso portale, la Porta Regia, fu invece completato in forme gotiche dagli artisti campionesi nella seconda metà del XII secolo, mentre l'ultima arcata del fianco mostra quattro Storie di San Geminiano scolpite da Agostino di Duccio nel 1442. Sul fianco sinistro, poi, la Porta della Pescheria è ornata dalle raffigurazioni del Mesi e dalle Storie dei cavalieri di re Artù, pure opera di un maestro wiligelmico. Accanto all'abside sorge il campanile della “Ghirlandina”, simbolo di Modena. Alta ben 88 metri e in leggera pendenza, la torre campanaria si sviluppò durante le varie fasi costruttive del Duomo, fino al completamento con la ghirlanda di colonnine aggiunta nel 1319 sul disegno di Arrigo da Campione. Il suggestivo interno della chiesa, rivestito in cotto, è privo del transetto e si apre in tre absidi in corrispondenza della tre navate. Pilastri e colonne alternati sorreggono le volte a crociera che nel Quattrocento sostituirono la copertura a capriate. Oltre ai capitelli di scuola wiligelmica, qui è possibile ammirare il pulpito centrale di Arrigo da Campione, un pontile con il parapetto coperto dai rilievi di marmorei di Anselmo da Campione, un notevole coro ligneo intarsiato da Cristoforo e Lorenzo da Lendinara nel 1465, la pregevole Pala di San Sebastiano di Dosso Dossi (nella navata sinistra), un delicato presepe in terracotta di Antonio Begarelli, realizzato all'inizio del Cinquecento. Altre importanti opere sono custodite nella grande cripta a nove navate, che presenta fantasiosi capitelli tutti diversi tra loro. La più nota di queste il gruppo in terracotta policroma della Madonna della pappa, capolavoro quattrocentesco di Guido Mazzoni.

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