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Domenica, 24/09/2017
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Il Parco e il Castello del Valentino



Sulle due rive del Po, a Torino, fra il ponte monumentale intitolato a Umberto I e quello che porta il nome della Principessa Jolanda, è disteso il celebre Parco del Valentino, con al centro il Castello omonimo che fu residenza reale fra il XVII e il XVIII secolo. Si tratta del complesso più scenografico del capoluogo piemontese, sviluppato nel corso di centinaia di anni, fino alla fine dell'Ottocento. Con i suoi 500.000 metri quadrati, Il Parco del Valentino non è il più grande della città (quello “della Pellegrina” ne conta 840.000), ma è certamente il più celebrato ed elegante. Le origini della denominazione sono legate alle reliquie di San Valentino, conservate dal Settecento in una chiesa che sorge sulla collinetta a ridosso del parco. Sembra anche che, nel giorno dedicato al Patrono degli innamorati, questi giardini ospitassero una grande festa galante in cui ogni dama chiamava Valentino il proprio cavaliere. La realizzazione del parco, tuttavia, si svolse a più riprese nell'arco di oltre due secoli, dal progetto originario del 1630 alle modifiche apportate nel 1864. In quegli anni vennero ridisegnati alcuni viali, boschetti e vallette artificiali. Poco tempo dopo, il Valentino ospitava cinque grandi Esposizioni Internazionali, dal 1884 al 1928. In occasione dell'Esposizione del '61, poi, fu realizzata una nuova valletta fiorita disseminata di aiuole, attraversata da ruscelli e fiancheggiata da un bel giardino roccioso. Non meno famoso, inoltre il roseto creato a partire dal 1965. Nel mezzo di questa distesa verdeggiante, punteggiata di fioriture multicolori, è posto il Castello del Valentino: costruzione unica nel suo genere, dall'aspetto fiabesco e il caratteristico profilo architettonico che richiama lo stile della reggia di Versailles. Dal castello, fra Seicento e Ottocento, partivano le battute di caccia al cervo, le parate, i caroselli. Come quello organizzato nel 1665 per celebrare le nozze di Carlo Emanuele I. L'edificio, però, fu eretto prima della sistemazione del parco, nel XVI secolo, e fu anche teatro di battaglie e incontri diplomatici decisivi per la casa sabauda. Gli architetti che lavorarono alla sua costruzione si ispiravano chiaramente alle forme e alla struttura dei castelli francesi costruiti in quel periodo. La stessa facciata imponente, che si sviluppa su tre lati con al centro il vasto cortile d'onore, richiama alla mente Versailles. Il corpo principale dell'edificio, con il lungo porticato e la loggia che lo sovrasta, è sovrastato dalle ali che oggi presentano due ampie gallerie realizzate nell'Ottocento. Fra le tante decorazioni colpiscono gli stucchi che ornano archi, finestre e cornicioni, frutto del lavoro di maestranze proveniente di Lugano. Il salone centrale posto al primo piano è il punto di partenza della visita all'interno. Grandi affreschi storici, dipinti da Isidoro Bianchi e dai figli Francesco e Pompeo, impreziosiscono questa sala al pari degli stucchi, coniati dalle stesse mani. Le decorazioni di Isidoro Bianchi accompagnano la visita alla serie di stanze che si apre sulla destra. Ogni ambiente prende il nome dai soggetti rappresentati. Stupisce, in particolare, la Stanza Verde, che presenta una dominanza di questo colore (a simboleggiare sia la primavera sia la morte) ed è incentrata sulle storie delle Metamorfosi di Ovidio. La volta della Stanza delle Rose sfoggia un'affresco raffigurante la Fama, mentre nella Stanza dei Pianeti il mito ovidiano viene ripreso per ricordare la scomparsa di Vittorio Amedeo I. La Stanza della Nascita dei Fiori, la Stanza dei Gigli e il Gabinetto presentano stucchi modellati in forme vegetali. Nella Stanza del Valentino, invece, è il castello stesso a essere rappresentato sul soffitto. Sul lato sinistro della Sala d'Onore centrale si incontrano gli Appartamenti Nord, affrescati da Giovanni Paolo Recchi, in cui spiccano la Stanza della Guerra, incentrata sulla figura di Vittorio Amedeo I, la Stanza del Negozio, dedicata al tema della pace, la Stanza della Magnificenza, la Stanza della Caccia, il Gabinetto delle Fatiche Ercole e la Stanza delle Feste e dei Fasti, nella quale Recchi realizzò la Glorificazione della Magnificenza sovrana. Lasciando il Castello, è possibile visitare anche il suggestivo Borgo Medievale (raggiungibile anche in battello), un complesso che riproduce fedelmente la struttura di una cittadella fortificata del Quattrocento, con tanto di rocca, castello turrito, ponte levatoio e mura merlate. Il Borgo, nel quale sono ricostruite anche stradine, piazze, fontane, abitazioni e botteghe artigiane, fu interamente progettato e realizzato da un gruppo di artisti e intellettuali coordinati dall'architetto Alfredo D'Andrade, in occasione dell'Esposizione Internazionale del 1884. Questo luogo, unico nel suo genere, rappresenta un compendio delle soluzioni stilistiche e architettoniche del Piemonte e della Valle d'Aosta tardo medievali.

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