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Lunedì, 11/12/2017
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Palermo: la Galleria di Palazzo Abatellis

antonello da messina - annunziata

Attorno a un capolavoro di Antonello da Messina, la celebre Annunziata, ruota il percorso della Galleria Regionale della Sicilia, ospitata nel Palazzo Abatellis di Palermo. L'edificio si trova nel cuore del quartiere storico della Kalsa e costituisce, di per sé, un pregevole esempio dello stile gotico-catalano in Sicilia. Matteo Carnalivari lo fece costruire alla fine del Quattrocento per Francesco Abatellis, “Maestro Portulano” del Regno. Dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale, Carlo Scarpa ne curò il restauro negli anni Cinquanta, trasformandolo nella sede della più importante raccolta d'arte dell'isola. Attraverso le collezioni della Galleria, frutto in parte di donazioni e in parte di soppressioni di enti religiosi, è possibile infatti ricostruire l'evoluzione dell'arte figurativa in Sicilia dal XII al XVIII secolo. Dopo aver ammirato la facciata del palazzo, ornata da bifore e chiusa da due torri merlate, si entra nel museo passando per il cortile ingentilito da una loggia raffinata. Al piano terra sono raccolte soprattutto pregevoli sculture e manufatti lignei a intaglio dal XII al XVI secolo. Ma la prima sala è dedicata al Trionfo della Morte, un celebre affresco quattrocentesco di autore ignoto, staccato dal cortile di Palazzo Sclafani. La morte, rappresentazione allegorica della peste, cavalca un destriero scheletrico e scocca le sue frecce mortali contro nobili, papi, imperatori, monaci e uomini di legge. Fra le opere scultoree più ammirate si segnalano il Busto di gentildonna (secondo la tradizione si tratterebbe di Eleonora d'Aragona) di Francesco Laurana, le statue e i rilievi di Domenico e Antonello Gagini (rispettivamente padre e figlio). Al piano nobile è allestita la pinacoteca, che presenta un itinerario cronologico a partire dal Trecento. L'opera più importante è sicuramente l'Annunziata: qui Antonello da Messina ritrae la Vergine nel momento dell'interrogazione, o forse dopo l'apparizione dell'angelo. Capolavoro della maturità al pari del Ritratto di uomo, la tavola dell'Annunziata evidenzia anche la forte influenza della tecnica fiamminga su uno dei protagonisti assoluti della pittura rinascimentale. Nella stessa sala sono collocati anche i tre Dottori della Chiesa, dipinti da Antonello sulle cuspidi di un polittico andato perduto. Le sale successive sono dedicate alla pittura del Cinquecento e alle opere di scuola fiamminga. Fra queste lo splendido Trittico Malvagna di Jean Gossaert, detto Mabuse, e l'altrettanto celebre Deposizione di Jan Provost. La pittura seicentesca è rappresentata dalle tele dei maestri dell'Italia meridionale come Mattia Preti (il Cavalier Calabrese) e il napoletano Andrea Vaccaro.

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