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Giovedì, 21/03/2019
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Palermo: la Cattedrale dell'Assunta

cattedrale di palermo

Fondata nel 1185 su una moschea, a sua volta ricavata da un'antica basilica, la Cattedrale di Palermo emerge da un giardino chiuso da un recinto barocco, con le due torri snelle “intessute” da bifore e trifore, e la cupola aggiunta da Ferdinando Fuga nel Settecento. In effetti, nel corso dei secoli, molti rifacimenti, aggiunte e ristrutturazioni hanno reso la Cattedrale dell'Assunta un tempio a molte facce. Una di queste è la facciata quattrocentesca incassata fra le torri, con due singolari archi che la congiungono al campanile con l'orologio. Sul lato sinistro si ammira la Loggia dell'Incoronata che risale al XII secolo: vi si affacciavano i re subito dopo l'incoronazione. Il fianco destro, imponente e scenografico, guarda al giardino con le sue torrette prospicienti e il portico in stile gotico catalano. Qui si apre un bel portale che conserva mosaici duecenteschi e gli splendidi battenti realizzati dal Miranda nel Quattrocento. Anche il prospetto dell'abside (la parte più antica, affacciata sulla piazza) è chiuso da due torrette ed è preceduto da tre grandi arcate ogivali sormontate da un timpano che presenta le tipiche fioriture del gotico d'impronta catalana. L'interno a tre navate contrasta nettamente con quanto visto all'esterno: il rigido aspetto neoclassico è frutto del totale rifacimento del Fuga. I pilastri conservano tuttavia le statue di Antonello Gagini. Sontuosi monumenti funebri sono allineati sulla navata di destra, in corrispondenza delle tombe imperiali di Enrico IV, Federico II, Ruggero I e Costanza d'Altavilla. Altre opere scultoree del Gagini ornano le pareti del transetto e del presbiterio, dove si trovano anche il trono episcopale, un candelabro del XII secolo e un ricchissimo coro gotico. Alla destra del presbiterio, in una cappella, è esposta l'urna argentea con le reliquie della patrona di Palermo, Santa Rosalia. La leggenda vuole che il suo culto si sia diffuso enormemente fra i palermitani dopo un'intercessione miracolosa che salvò la città dalla peste nel 1624. Altri tesori d'arte sacra si incontrano percorrendo la navata sinistra: spicca, nella Cappella del Sacramento, l'altare seicentesco in bronzo, marmi policromi e lapislazzuli, su disegno di Cosimo Fanzago; nella settima cappella la statua marmorea della Madonna scolpita da Francesco Laurana. Sempre sul lato sinistro della basilica si apre l'accesso alla cripta dove sono disposti i sarcofagi di 23 vescovi palermitani. Molti fra questi derivano da tombe romane o ellenistiche e presentano decorazioni e rilievi straordinari, in ottimo stato di conservazione. La cripta è visitabile al pari della sagrestia e della Sala del Tesoro. In realtà i tesori qui sono parecchi, fra arredi e paramenti sacri, pezzi d'oreficeria, smalti bizantini, ricami e altri oggetti preziosi rinvenuti nelle tombe dei regnanti. Il pezzo più prezioso è la tiara d'oro di Costanza d'Aragona: un capolavoro dell'arte orafa medievale.

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