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Giovedì, 20/09/2018
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Verona: arte ed eleganza all'ombra dell'Arena

Elegante e ricca di storia come poche città d'arte in Italia, Verona sorge sull'ansa descritta dall'Adige attorno alle pendici dei monti Lessini. In questo punto, sulla riva collinare del fiume, si insediarono i primi abitanti, mentre i Romani preferirono occupare il territorio pianeggiante sul versante opposto. La visita ideale alla città parte proprio dal nucleo romano, per attraversare il tessuto urbano medievale, fino ai quartieri aggiunti dagli Scaligeri, signori di Verona, a partire dal XIII secolo. Nel luogo occupato un tempo dal foro romano si apre Piazza delle Erbe, con al centro la fontana trecentesca di Madonna Verona. Qui, da circa duemila anni, il pittoresco mercato della frutta e della verdura convive con i palazzi comunali e rinascimentali e con alcune delle più belle case affrescate, fra cui spicca la splendida Casa Mazzanti. Ma anche con le antiche torri dei Lamberti e del Gardello. Il lato minore della piazza è chiuso dalla raffinata facciata barocca di Palazzo Maffei. Eretto all'inizio del Seicento, questo edificio fu dotato di una terrazza con giardino pensile. Sulla balaustra che conclude il prospetto dominano le statue di Ercole, Giove, Venere, Mercurio, Apollo e Minerva. Piazza delle Erbe costituiva il cuore amministrativo e commerciale di Verona assieme alla vicina Piazza dei Signori, su cui si affacciano le antiche sedi del potere politico: il Palazzo del Podestà, che già nel 1311 accoglieva Cangrande della Scala e ospitò probabilmente anche Dante Alighieri, con la suggestiva appendice delle Arche Scaligere (una serie di edicole sormontate da baldacchini gotici che custodiscono le tombe monumentali dei signori di Verona); la Loggia del Consiglio, capolavoro quattrocentesco colmo di decorazioni scultoree e pittoriche realizzate da artisti lombardi e veronesi; il Palazzo della Ragione (o del Comune), imponente e tetragono, sviluppato su tre piani attorno al suo bel cortile centrale. Costeggiando l'Adige si raggiunge la grande chiesa domenicana di Sant'Anastasia, edificata nell'arco di quasi due secoli, a partire dalla fine del Duecento. La facciata, rimasta incompleta, è impreziosita da un superbo portale gotico. Gli interni esaltano il senso di maestosità di questo tempio. Parecchie importanti opere d'arte sono raccolte in queste tre navate, scandite da dodici grandi colonne di marmo bianco. Fra queste, il “Ritorno di San Giorgio” del Pisanello e un affresco del pittore veronese Altichiero. Da Sant'Anastasia si raggiunge, in breve, il Duomo, di impronta romanica ma con alcuni rimaneggiamenti in stile gotico e rinascimentale. Al centro della facciata si apre il doppio protiro completato nel 1139: la parte inferiore, in marmi bianchi e rosati, è ornata da colonnine tortili che sostengono un arco, ai cui lati sono scolpiti motivi vegetali, scene di caccia e figure di santi. Sulla volta dell’arco si ammirano bassorilievi con i simboli degli evangelisti. Il piano superiore è in tufo e presenta un secondo arco, anch'esso a tutto sesto, appoggiato su due grifi e otto colonne. Di grande suggestione l'interno della basilica: sorprende l'altezza e la profondità della navata centrale, ma soprattutto la splendida abside in pietra: gli affreschi della volta, del catino e dell'arco trionfale sono opera di Francesco Torbido, su cartoni di Giulio Romano (cui erano state inizialmente commissionate le decorazioni). Percorrendo il Lungadige Panvinio e via Diaz, si passa accanto alla storica Porta dei Borsari, eretta nel I secolo d.C., che costituiva il principale accesso alla città romana. Da via Oberdan si accede in Piazza Brà, il principale luogo di ritrovo dei veronesi che si danno appuntamento sul “Listòn”, il pavimento lastricato che fiancheggia i portici del lato nord-occidentale. Il lato adiacente è occupato dalla mole della celeberrima Arena: uno degli anfiteatri romani più imponenti e meglio conservati, ma anche la sede più affascinante per gli spettacoli di opera lirica nei mesi estivi. All'interno delle tre cinte concentriche si sviluppano 45 gradinate. Tra platea e cavea, l’Arena poteva contenere ben 30.000 spettatori. Imboccando la strada Maffei, alle spalle del Municipio, si raggiunge in breve un altro edificio religioso di grande interesse: la chiesa romanico-gotica di San Fermo Maggiore, costituita da due edifici sovrapposti. La “chiesa superiore” raccogli affreschi e sculture di grande valore, fra cui opere del Pisanello e di Nanni di Bartolo. Bisogna, invece, percorrere via Roma (sul lato opposto di piazza Brà) per raggiungere Castelvecchio e ammirare una delle più imponenti fortificazioni italiane, eretta dagli Scaligeri a cavallo delle antiche mura comunali. Qui ha sede il Civico Museo d'Arte. Una passeggiata lungo le “Regaste di San Zeno”, infine, conduce a San Zeno Maggiore, eccezionale esempio del romanico italiano. L'ampia piazza antistante questa basilica, fondata nel IX secolo dal re Pipino sulla tomba del patrono di Verona, consente di ammirarne la facciata elegantissima, il grande rosone, il protiro sormontato da due leoni e il magnifico portale decorato con 24 formelle in bronzo. Anche questa chiesa è ricca di opere d'arte: su tutte si segnala il trittico del Mantegna.

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